Potessi trascorrere almeno metà delle mie giornate a rovistare tra libri usati e cataloghi dal passato probabilmente farei scorte di dopamina per una vita. In alternativa, mi godo la newsletter di Ok Books, Love Thy Library.
Consapevolmente o inconsapevolmente, negli ultimi giorni sto guardando film e ascoltando podcast che sono in qualche modo collegati tra loro.
La prima visione è stata “The Penguin Lessons”, un recente film diretto da Peter Cattaneo, che racconta la storia vera di Tom Michell, professore inglese presso un collegio per ragazzi a Buenos Aires, e di Juan Salvador Gaviota (sì, è la traduzione in spagnolo di “Il gabbiano Jonathan Livingston”), un pinguino.
Il film non è un capolavoro, ma fa bene al cuore a modo suo e, soprattutto, riaccende la luce su un tema di cui si discusse molto poco nel nostro Paese sia mentre accadde, che dopo: la dura repressione del regime militare del 1976 e i 30mila desaparecidos, di cui tutt’oggi si sa ben poco, per non dire nulla.
La conoscenza dei fatti storici dell’epoca per me era pressochè la stessa, per questo motivo mi è sembrata la cosa più naturale del mondo ascoltare “Figlie”, un podcast di Sara Poma.
È un viaggio di due figlie che cercano di riscoprire le proprie madri, in particolare per Sofia che di Silvia, sua mamma, non ha quasi ricordi: aveva due anni quando le separarono; lei fu affidata ai nonni, prima di ricongiungersi con il padre, mentre Silvia sparì come altre decine di migliaia di persone.
L’altro film visto in quest’ultimo periodo è “Vermiglio”, una poesia per immagini diretta da Maura Delpero, una finestra nella storia di una famiglia in un paesino della Val di Sole trentina durante la seconda guerra mondiale. Un film ruvido, doloroso, eppure bellissimo nella sua semplicità.
L’ascolto che ne è seguito, seppure ambientato decisamente più ad ovest, è “Sbandato”, un altro viaggio nel passato, questa volta di Alessandro Porro. Il musicista cerca di mettere il sale sulla coda all’esperienza durante la guerra di suo nonno, che fu guardia di frontiera ad Isola 2000, almeno fino ad un certo punto della storia.
Bernie Krause è un ecologo del paesaggio sonoro, a cui piace molto registrare nella natura i suoi suoni. Lo aiutano ad attenuare i sintomi del disturbo da deficit di attenzione ed iperattività di cui soffre.
«If you wanna learn how to feel good and relaxed and being part of the living world around you, get involved in listening to it because it’s fabulous. Just open your window in the springtime. Listen to a bird singing.»
Nel 1966 ha deciso di fare anche un incursione ad Hollywood: avete presente i suoni degli elicotteri in “Apocalypse Now”? Ecco, quelli - come circa un terzo della colonna sonora del film - sono opera di Bernie. Prima di rinunciare ad un mondo a cui sentiva di non appartenere, ha lavorato in più di 135 lungometraggi.
Un paio di anni dopo essere approdato nella Mecca del cinema americano, ha cominciato a registrare anche suoni naturali. L’occasione fu la realizzazione del primo album sull’ecologia, “In A Wild Sanctuary”. Da quel momento, ovvero in 52 anni, ha registrato più di 50mila ore di materiale acustico.
Nel breve documentario “The Last of the Nightingales”, Masha Karpoukhina racconta non solo la storia di Bernie, ma - attraverso i suoni - anche quella di un mondo che era, che è, che sarà o che non c’è più.
Alla fine sono riuscita ad imparare a pedalare, ma preferisco specificare a chi me lo chiede che forse non smetterò mai di farlo. Di sicuro provo a darmi virtuali pacche sulla spalla, alla fine di ogni giro tra i sentieri sterrati della pineta del mio quartiere, caricando su Strava quanto sono riuscita a mettere assieme. Ho cominciato, però, a nascondere la durata e la velocità delle mie pedalate. Il motivo è semplice: mi vergogno della mia lentezza, della fatica che faccio quando cerco di affrontare una salita, anche quando so che di mezzo ci sono fattori come il ciclo mestruale o, banalmente, il caldo. Non consiglio di imitarmi.
Comunque mentre grondo di sudore in questi giorni, ascolto o canticchio questo pezzo di Hania Rani:
Siccome è arrivata l’estate, vi lascio una foto dei libri acquistati nelle ultime settimane. Magari c’è qualcosa che potrebbe interessare anche a voi.
A presto,
G.
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